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sabato 7 luglio 2012

.. Comprando comprando!

Questi ultimi post sono per voi, amanti come me, dello SHOPPING ANTIDEPRESSIVO e visto  anche l'arrivo dei Saldi!.... Martedi' saro' a Parma per un concorso e nella crisi del "oddio come mi pettino.. Come mi trucco.. Cosa mi metto" sto facendo una vera e propria full immersion nei negozi ed ho già fatto qualche piccolo acquisto e  un salto dalla mia estetista di fiducia ,che non guasta mai.. Ma voi per un concorso.. Per una bella occasione, come vi truccheresti e come vi piacerebbe apparire , soprattutto se poi c'e' anche la possibilità' di qualche scatto fotografico???

ARTICOLO PRESO DALLA RIVISTA FOCUS :
Uno studio americano dà ragione al luogo comune: facciamo shopping nel tentativo di scacciare tristezza e umore nero. Ma non è una soluzione, anzi. (Andrea Porta, 17 aprile 2008) 

Se vi sentite tristi o siete in una giornata "un po' così", evitate di consolarvi andando a fare shopping in centro: potreste trovarvi col portafoglio vuoto. Una ricerca ha mostrato infatti che l'opinione comune secondo cui lo shopping è un'attività antidepressiva ha qualche fondamento. Cynthia Cryder, della Carnegie Mellon University (Pittsburgh, Usa), ha condotto una ricerca su due gruppi di persone di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Al primo gruppo è stato mostrato un cortometraggio particolarmente triste, al secondo un filmato neutro. Coinvolti poi in simulazioni di acquisti, i soggetti hanno mostrato comportamenti decisamente diversi: chi aveva visto il "film triste" era disposto a spendere anche il triplo per acquistare uno stesso prodotto rispetto a chi aveva assistito all'altra proiezione. 

Egoismo e tristezza. I risultati sono stati successivamente incrociati con un altro fattore: la tendenza ad assumere atteggiamenti egocentrici ed egoistici, misurata contando la ricorrenza di parole come "io", "me", "mio" eccetera all'interno di testi che i soggetti dovevano scrivere nel corso dell'esperimento. Secondo la ricercatrice la tendenza all'infelicità e al ripiegamento su noi stessi sono fattori decisivi: ci spingerebbero infatti a svalutare noi stessi e ciò che possediamo, e a indurci alle spese più folli nel tentativo di migliorarci. E, secondo la Cryder, questa risposta emotiva non riguarda solo il guardaroba o i gioielli: anche gli investimenti, o spese ancora più consistenti, possono risentire del nostro umore.